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dentro il cerchio
delle idee, della letteratura, delle emozioni e di quello che stai pensando ora parlo e parlerai tu che leggi
intorno e dentro i libri
spaccando e spalmando le idee, le idee su qualsiasi carta attraverso qualsiasi mezzo, anche, sì, restando in silenzio

lunedì, 19 maggio 2008
Insonnia degli scrittori
A volte gli scrittori che stavo editando sostenevano di soffrire d’insonnia perché di notte venivano svegliati di soprassalto dai propri personaggi e dalle loro storie. A me era sempre sembrata una cosa sospetta e poco credibile, o forse ero soltanto gelosa che la loro ispirazione fosse viva ventiquattr’ore su ventiquattro. Mi era parsa molto più sincera l’affermazione di Michael quando mi disse che le cose che lui stesso scriveva lo facevano addormentare. Invece quando capitava a me di svegliarmi nel cuore della notte era perché avvertivo un peso allo stomaco o un bruciore di stomaco, difficile stabilire la differenza, identificare quale fosse il mio malessere. A volte era semplicemente fame, e allora mi alzavo e andavo a sgranocchiare dei cracker o spiluccare qualcosa dal frigo, e di solito Ev, quando era ancora a casa, mi raggiungeva in cucina per il nostro spuntino notturno. Oppure rimanevo a letto, con il viso schiacciato contro la schiena calda di Ev, come se stessimo per partire per una corsa selvaggia in moto invece che per un viaggio tranquillo nel sonno. Forse è la solitudine a svegliare la gente di notte. E gli scrittori cercano di riempire quel vuoto con amici immaginari. Se la mia insonnia fosse stata persistente, mi sarei fatta prescrivere un sonnifero.
Hilma Wolitzer, La figlia del dottore, Greenwich-Nutrimenti
postato da grassi 23:51
commenti categoria: frammenti e frame
domenica, 18 maggio 2008
Red Wheel Barrow
So much depends
upon
a red wheel
barrow
glazed with rain
water
beside the white
chickens.
William Carlos Williams, The Red Wheelbarrow
postato da luccone 14:13
commenti (1) categoria: frammenti e frame, versi e direzioni dell animo
sabato, 17 maggio 2008
I romanzi come auto da vendere
[...] E la critica letteraria in tutto questo serve ancora da guida? Ha delle sue idee, conserva una funzione e quale? Suo compito non dovrebbe essere quello di leggere, scegliere e segnalare libri di qualità? Purtroppo parlare di libri diventa sempre più difficile, perché qualsiasi pettegolezzo televisivo ha la precedenza sulle pagine della cultura, perché [...] siamo nella completa decadenza del discorso letterario. I romanzi si stanno trasformando in prodotti, trattati più o meno come automobili da pubblicizzare e vendere su un mercato sempre più asfittico. Si cerca di piazzare il libro, non di capirlo, a nessuno importa niente di conoscere o analizzare libri, per questo la critica ha perso ogni prestigio, facendosi complice degli editori che pensano solo al ricavato in denaro.
Dacia Maraini, "Critici da fast food: trattano i romanzi come auto da vendere", Corriere della Sera, 17 maggio 2008
postato da grassi 13:04
commenti (2) categoria: dentro il quotidiano, dentro leditoria
La saggistica perde Roma
Narrativa italiana: 13(10) Cristiani di Allah di Carlotto, edizioni e/o; 14() Il mondo di Sergio. Una storia vera dei nostri giorni di Paissan, Fazi; 21(17) Ali di babbo di Agus, nottetempo; 23(16) Mal di pietre di Agus, nottetempo;
Narrativa straniera: 2(2) L'eleganza del riccio di Barbery, edizioni e/o; 19(12) Necropoli di Pahor, Fazi; 22(17) Né di Eva né di Adamo di Nothomb, Voland;
Saggistica: --;
Tascabili: 8(7) Twilight di Meyer, Fazi; 12(14) New Moon di Meyer, Fazi;
Varia: 16(6) Tokio Hotel di Fuchs-Gamböck e Thorsten Schatz, Fanucci; 24() Nella vecchia fattoria di Altan, Gallucci.
postato da grassi 12:00
commenti categoria: editoria romana
venerdì, 16 maggio 2008
Alta scrittura con la cerimonia
Che cosa manca alla bella prosa di X per essere veramente scrittura? Non trovo altra parola che la cerimonia. Alta scrittura senza cerimonia non fu possibile mai, fosse pure occultata la cerimonia nella convenzione di un sottovoce. Vi è cerimonia suprema nelle alte terzine gotiche di Dante; vi è cerimonia in Cechov, cappella rustica, dove allo scalpiccio piovoso dei fedeli -- distratti ipocondriaci lacerati dal tedio e dalla miseria -- sovrasta improvvisamente un canto bizantino nel quale secoli di gesti sono racchiusi. (E non importa se si tratta di una chitarra nel giardino minacciato di morte o di un soffio di vento che interrompe un sorriso). Non fu meno cerimoniale per Williams descrivere dallo sboccio alla morte un ciclamino cremisi di quanto non lo fosse per un antico frate taoista cuocere il riso, cibarsene, sciacquare alla cascata le sue tre ciotole e poi riporle l'una dentro l'altra, il tutto con i gesti prescritti.
Cristina Campo, Gli imperdonabili, Adelphi
postato da grassi 15:19
commenti categoria: dentro leditoria
Sensibilizzazione all'editoria, quarto incontro
Sabato 17 maggio ore 10.00-13.00: tutte le lavorazioni sui testi dalla valutazione alla correzione dell'ultima bozza passando per l’editing. Interverranno Luccone e Boraso.
Partecipazione gratuita. Via de' Serpenti, 35. Per iscriversi consultare il sito di Oblique.
postato da luccone 12:09
commenti categoria: eventi, dentro leditoria
Risvolti di puro cristallo
A quarant'anni Calvino aveva la guance piene e carnose che spesso ha l'età di mezzo, sopracciglia folte che davano risalto ancora maggiore agli occhi puntuti. è maestro indiscusso di quel genere speciale che sono i risvolti di copertina. [...] In mano sua gli aggettivi non hanno mai l'aria gravemente imbonitoria, il trucco pesante che di solito hanno nelle presentazioni editoriali. Puro cristallo, dice Natalia.
postato da luccone 11:43
commenti categoria: personae, dentro leditoria
giovedì, 15 maggio 2008
Essenziale, sintetica, dinamica
[...] troppo spesso le immagini sembrano foto di un viaggio di nozze, ciò che sembra contare è il concetto di bellezza estetica, edulcorata, ma io non cerco il bello, cerco il necessario, l’essenziale. Cerco un’immagine essenziale, delimitata dalla cornice, ma proprio per questo sintetica e dinamica, e se vuoi raggiungere la tua immagine essenziale devi essere capace di costruirne una che abbia in sé storia e vita.
Intervista di Angelo Migliarini a Marco Ferreri, in Marco Ferreri, Marsilio, 1995
postato da rpalmieri 14:28
commenti categoria: il ventre dello schermo
La potenza della lingua
Un poeta non parla la lingua ma la medita: così la potenza del leone sta nelle sue zampe.
Marianne Moore
postato da grassi 13:47
commenti categoria: paradigmi
mercoledì, 14 maggio 2008
Persone che non leggono mai
Mi è capitato di incontrare persone che non leggono mai, ma davvero mai. Mi sento disarmata, non so nemmeno immaginare una vita senza un libro. Non do giudizi di valore, ma me ne stupisco come di un mistero buffo. Non leggere mai è come andare al mare e non entrare in acqua. Solo divieti medici o altre granitiche interdizioni possono giustificare la privazione che un corpo si dà non abbandonandosi all'acqua salata che dondola e culla e scioglie tanti nodi e regala degli istanti di completo, perfetto abbandono.
Giulia Alberico, I libri sono timidi, Filema
postato da grassi 22:18
commenti (4) categoria: frammenti e frame
Graziani villeggiante in fiera
Fiera del libro. La mia prima volta da villeggiante. Mi mancava il sombrero, le ciabatte e il pallone e mi sembrava di stare al mare.
Poca gente, tutto quel casino prima mi ha ingannato. Mi aspettavo il macello. Sabato almeno, non c'era nessuno. E tutti si lamentavano degli incassi.
Solita fiera tesa dagli organizzatori alla spettacolarizzazione e ai grandi numeri. Ogni anno sempre di più. Sempre più incontri. Bar, cessi e biglietto d'ingresso, invece, tutto uguale.
Bellissimi gli stand Castelvecchi ed e/o. Quello di e/o il più bello da anni, per me. Toilet, no comment. Il più brutto da anni: Feltrinelli.
Mi è dispiaciuto non farmi la mia solita chiacchiera con Trani e Luccone e di non aver visto la Giacchino, ma non mancherà...
postato da vgraziani 15:09
commenti (2) categoria: maccaroni
martedì, 13 maggio 2008
Il revisionista
Mi hanno mandato un tutor affinché migliorassi le mie capacità di osservazione. È rimasto al faro una settimana e mi ha insegnato la visione remota, a dormire senza dormire e la telepatia. È rimasto seduto sulla stessa sedia per una settimana, mani sulle ginocchia e occhi sbarrati. Gli ho fatto qualche domanda personale, ma voleva parlare solo di lavoro. “Osserva, registra, diffondi, divulga”, ripeteva. “Non starci troppo a pensare”. Mi ha insegnato a rimanere immobile, a osservare e ascoltare. Ho fatto pratica con le registrazioni analogiche, quelle digitali e quelle telepatiche, e in seguito ho imparato a revisionare i dati.
Miranda Mellis, Il revisionista, romanzo illustrato da Derek White, il 13 giugno nelle librerie
postato da luccone 13:21
commenti categoria: paradigmi, dentro leditoria
Ad majora
...lo so che questa parte è noiosa e probabilmente ti annoia, ma si fa assai più interessante quando arrivo alla parte in cui mi uccido e scopro quello che succede subito dopo che una persona muore.
David Foster Wallace, "Caro vecchio neon", Oblio, Einaudi Stile libero
postato da luccone 12:48
commenti (3) categoria: paradigmi
lunedì, 12 maggio 2008
Una via per Bobi a Trieste
Dànno una via a chiunque e per darla a Bazlen (a Trieste) devono pure discutere. Dovrebbero intitolargli una biblioteca, fargli un monumento al grande Bobi.
postato da luccone 23:31
commenti categoria: dentro leditoria
White on canvas
Sheets of empty canvas, untouched sheets of clay
Were laid spread out before me as her body once did
All five horizons revolved around her soul
As the earth to the sun
Now the air I tasted and breathed has taken a turn
Ooh, and all I taught her was everything
Ooh, I know she gave me all that she wore
And now my bitter hands chafe beneath the clouds
Of what was everything
Oh, the pictures have all been washed in black, tattooed everything...
I take a walk outside
I’m surrounded by some kids at play
I can feel their laughter, so why do I sear
Oh, and twisted thoughts that spin round my head
I’m spinning, oh, I’m spinning
How quick the sun can, drop away
And now my bitter hands cradle broken glass
Of what was everything?
All the pictures have all been washed in black, tattooed everything...
All the love gone bad turned my world to black
Tattooed all I see, all that I am, all that I’ll be... yeah...
I know someday you’ll have a beautiful life, I know you’ll be a star
In somebody else’s sky, but why
Why, why can’t it be, why can’t it be mine.
Pearl Jam, Black
postato da fmnassisi 13:10
commenti (2) categoria: dentro è anche bianco
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